Antenne e 5G a Genova, il Comune cambia le regole: limitazioni nel nuovo regolamento

Una svolta verde e ordinata per lo sviluppo tecnologico della città, capace di coniugare la transizione digitale con l'assoluta tutela della salute pubblica, del paesaggio e dell'ambiente. La Giunta comunale di Genova ha approvato, su proposta dell'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola, il nuovo Regolamento per l'installazione e il controllo degli impianti di teleradiocomunicazione. Il provvedimento sostituisce la vecchia disciplina dello scorso anno per superare i limiti emersi e introdurre regole molto più stringenti per i colossi della telefonia.
La grande novità sta nel ribaltamento della prospettiva: non saranno più le compagnie a imporre la mappa delle antenne, ma sarà il Comune di Genova a governare il territorio. I gestori avranno l'obbligo di presentare entro il 30 settembre di ogni anno il proprio piano di sviluppo della rete, permettendo a Palazzo Tursi una pianificazione preventiva ed evitando la proliferazione selvaggia di nuovi tralicci.

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I punti chiave del nuovo regolamento riguardano innanzitutto lo scudo totale per i "siti sensibili": ci sarà massima protezione e vincoli severissimi attorno ad asili nido, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, parchi pubblici, case di riposo e centri per disabili. Si parla poi di obbligo di "coabitazione" (cositing): prima di autorizzare una nuova antenna, i gestori dovranno preferibilmente installare i propri dispositivi su strutture e ripetitori già esistenti o su torri tecnologiche e di illuminazione. I livelli di emissioni saranno costantemente monitorati in collaborazione con l'ARPAL e le nuove installazioni saranno indirizzate verso le aree industriali da riqualificare, le zone periferiche o sui tetti di palazzi con almeno quattro piani (purché non storici). Vincoli d’oro per il Centro Storico e l'Unesco: Nelle zone di pregio monumentale (core zone e buffer zone) e nel centro cittadino, l'impatto visivo dovrà essere nullo o mitigato al massimo con soluzioni tecnologiche all'avanguardia e progetti grafici che ne dimostrino l'invisibilità. Chi vorrà installare impianti fuori dalle zone preferenziali dovrà pagare opere di compensazione o mitigazione ambientale per la città.
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Scopri i mutui →«Viviamo in un'epoca in cui la connettività e il 5G sono ormai infrastrutture essenziali, pilastri della telemedicina, della logistica e della transizione smart della nostra città - dice l'assessora all'Urbanistica del Comune di Genova, Francesca Coppola - ma il progresso tecnologico non può e non deve avvenire a spese dell’identità visiva e della salute ambientale di Genova. Le antenne non sono elementi invisibili: impattano sul nostro skyline, sulla percezione del nostro straordinario patrimonio artistico e generano una comprensibile sensibilità nei cittadini per quanto riguarda i campi elettromagnetici. Con questo nuovo regolamento non diciamo un 'no' ideologico allo sviluppo, ma imponiamo la cultura del limite e della responsabilità. Chiediamo ai gestori una coabitazione intelligente sulle strutture esistenti e una programmazione trasparente. Proteggere i bambini nelle scuole, gli anziani nelle strutture di cura e l'integrità del nostro centro storico, patrimonio dell'umanità, significa considerare l'ambiente e il paesaggio non come ostacoli alla modernità, ma come i beni primari più preziosi che abbiamo il dovere di consegnare intatti alle future generazioni».
Il provvedimento, che definisce in modo chiaro aree preferenziali e prescrizioni edilizie per garantire il contenimento dell'inquinamento elettromagnetico, passerà adesso all'esame del Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva. L’esecuzione dell’atto e i controlli successivi saranno affidati alla Direzione Pianificazione Urbanistica del Comune.







