Teatro
LA CARA DEI VECCHI

LA CARA DEI VECCHI è la storia di una giovane donna sui trent'anni che vive in casa con i due nonni. L'accudimento e la cura scandiscono le ore, le giornate, i desideri.
Nella messa in scena, ideata da Pino Carbone, convivono due linguaggi - il cinema e il teatro - per raccontare la stessa storia. Il film è girato in un interno casa, dove la carta da parati ingloba lo spazio, la vecchiaia, la malattia.
In scena la donna dialoga con un film che racconta la sua esistenza. Si sente una spettatrice ma è la protagonista. Ha una missione, descrivere e intanto sonorizzare il film con i pochi mezzi che possiede, una console, tre microfoni, i suoi dubbi, l'oggettistica e un forte senso di colpa e di frustrazione non privo di ironia. Non può fermare, interrompere o deviare il corso degli eventi, deve anzi portare avanti il film, costruire lo spettacolo scena per scena, seguendo il ritmo di ciò che vede. Sonorizzare il film vuol dire accudire i due anziani, far procedere praticamente la narrazione, e di pari passo la sua vita.
È la storia di una solitudine capace di raccontare un conflitto familiare, generazionale, sociale. Fino a che punto il peso di una generazione può ricadere sulle spalle di un'altra generazione? Fin dove può spingersi un essere umano per l'altro? L'amore, il senso di responsabilità la cura possono diventare una gabbia?
La lotta tra l'etica e l’amor proprio spinta fino ad un limite, fino ad un punto di rottura che sa di rivolta personale e generazionale.
In scena la donna dialoga con un film che racconta la sua esistenza. Si sente una spettatrice ma è la protagonista. Ha una missione, descrivere e intanto sonorizzare il film con i pochi mezzi che possiede, una console, tre microfoni, i suoi dubbi, l'oggettistica e un forte senso di colpa e di frustrazione non privo di ironia. Non può fermare, interrompere o deviare il corso degli eventi, deve anzi portare avanti il film, costruire lo spettacolo scena per scena, seguendo il ritmo di ciò che vede. Sonorizzare il film vuol dire accudire i due anziani, far procedere praticamente la narrazione, e di pari passo la sua vita.
È la storia di una solitudine capace di raccontare un conflitto familiare, generazionale, sociale. Fino a che punto il peso di una generazione può ricadere sulle spalle di un'altra generazione? Fin dove può spingersi un essere umano per l'altro? L'amore, il senso di responsabilità la cura possono diventare una gabbia?
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