Teatro
DIMENTICATA PACE

Dimenticata Pace è una rilettura contemporanea della commedia di Aristofane, concepita per e con artisti non vedenti e ipovedenti, che diventano protagonisti dell'opera e punto di vista del racconto. La drammaturgia indaga ciò che resta invisibile dietro l’idea stessa di pace: non un concetto astratto né un'immagine estetica, ma un'esperienza viva, collettiva e sensoriale.
Il Trigeo dell'originale aristofaneo - il vignaiolo che, dinanzi all'inevitabilità della guerra, sceglie di non restare indifferente - diventa qui un mendicante che, accompagnato da Nuvola, la sua fedele guida, conduce gli spettatori in un cammino condiviso per ritrovare Eirene. Insieme alla Pace si liberano anche Opora, personificazione dell’abbondanza e dei frutti, e Teoria, della gioia e della festa: una triade che impone una domanda al presente, ''chi'' e ''a che scopo'' rinnega la pace e tutto ciò che essa porta con sé in cambio di distruzione, morte e inquietudine?
In Aristofane gli uomini credono inevitabile la guerra perché vedono solo le sue conseguenze, non le sue cause. Lo spettacolo prova a sottrarre l'immagine predefinita per dare spazio all'immaginazione, in un'epoca in cui la conoscenza si consuma soprattutto attraverso immagini rapide e non sempre veritiere.
Andare oltre lo sguardo significa andare oltre la propaganda, oltre ciò che appare ovvio, restituendo allo spettatore un ruolo attivo, critico e cosciente. Suono e silenzio agiscono come strutture drammaturgiche, la luce come drammaturgia visiva; terra, tessuti, acqua, fotografie tattili e stimoli olfattivi non producono effetto spettacolare ma presenza. La musica dal vivo accompagna l intero percorso. Il pubblico non assiste: partecipa, in uno spazio performativo dove la linea di confine con la scena si annulla.
Alla fine del percorso, quando la vista non occorre più e i sensi trovano un loro equilibrio, il pubblico incontrala Pace non come concetto, ma come esperienza condivisa: un momento di restituzione scenica fatta di parole, suoni, silenzio, respiro e luce.
Andare oltre lo sguardo significa andare oltre la propaganda, oltre ciò che appare ovvio, restituendo allo spettatore un ruolo attivo, critico e cosciente. Suono e silenzio agiscono come strutture drammaturgiche, la luce come drammaturgia visiva; terra, tessuti, acqua, fotografie tattili e stimoli olfattivi non producono effetto spettacolare ma presenza. La musica dal vivo accompagna l intero percorso. Il pubblico non assiste: partecipa, in uno spazio performativo dove la linea di confine con la scena si annulla.
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