Teatro
STEFANO MASSINI - E L'APE DISSE ALLA VESPA: ‘SÌ, CIAO’ (MATERIALI PER UN'EPICA METALMECCANICA)

Stefano Massini racconta gli operai della Piaggio a Pontedera: un’epica della metalmeccanica che attraversa l’Italia dal primissimo dopoguerra alla metà degli anni Ottanta, una quarantina d’anni in cui lo stabilimento toscano produce ed esporta in tutto il mondo prodotti come l’Ape, la Vespa, il Ciao e il Sì, diventati simboli del Made in Italy.
La fabbrica non è pero solo un luogo di produzione, è un incrocio di storie. La fabbrica vive di occhi, mani, respiri, teste, e vive anche di battaglie sindacali, passioni politiche e amori. Con il suo stile narrativo tagliente, ironico e attento alla storia, Massini ricostruisce una geografica affettiva fatta di nomi, volti e personaggi ispirati a figure reali. C’era un tempo in cui il lavoro si tramandava di padre in figlio come un’eredità preziosa, una sapienza, un testimone che passa da una generazione all’altra. Massini prende una famiglia e racconta una Dinasty della classe operaia, tra sacrifici, orgoglio e risparmi, interrogandosi sul valore umano, sociale e civile dell’esperienza operaia e industriale. Un tema a lui caro, già trattato in tanti monologhi televisivi a Piazza pulita e in testi teatrali come Sette minuti o Shenzhen. In questo nuovo spettacolo, fondamentale è il dialogo tra la parola di Massini e le musiche live di Luca Roccia Baldini e Saverio Zacchei: una colonna sonora che si fa viaggio emotivo, spaziando tra epoche e generi diversi, dalle note di Amado mio al canto di lotta e speranza di Fischia il vento.
La fabbrica non è pero solo un luogo di produzione, è un incrocio di storie. La fabbrica vive di occhi, mani, respiri, teste, e vive anche di battaglie sindacali, passioni politiche e amori. Con il suo stile narrativo tagliente, ironico e attento alla storia, Massini ricostruisce una geografica affettiva fatta di nomi, volti e personaggi ispirati a figure reali. C’era un tempo in cui il lavoro si tramandava di padre in figlio come un’eredità preziosa, una sapienza, un testimone che passa da una generazione all’altra. Massini prende una famiglia e racconta una Dinasty della classe operaia, tra sacrifici, orgoglio e risparmi, interrogandosi sul valore umano, sociale e civile dell’esperienza operaia e industriale. Un tema a lui caro, già trattato in tanti monologhi televisivi a Piazza pulita e in testi teatrali come Sette minuti o Shenzhen. In questo nuovo spettacolo, fondamentale è il dialogo tra la parola di Massini e le musiche live di Luca Roccia Baldini e Saverio Zacchei: una colonna sonora che si fa viaggio emotivo, spaziando tra epoche e generi diversi, dalle note di Amado mio al canto di lotta e speranza di Fischia il vento.
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