La GAM guarda al futuro: il piano di restyling della Galleria d’Arte Moderna di Torino

La GAM Torino si prepara a tornare alle origini, rilanciando la propria identità di museo moderno così come era stata concepita alla fine degli anni Cinquanta. È ufficialmente partito l’iter di riqualificazione dell’edificio, che dopo un concorso internazionale sarà affidato allo studio MVRDV, in collaborazione con realtà torinesi come Balance Architettura, Stratosferica e la storica dell’arte Giorgina Bertolino. L’intervento, dal valore complessivo di 27,5 milioni di euro, punta su sostenibilità, rigenerazione e messa in sicurezza, con l’obiettivo di valorizzare e aggiornare uno degli edifici museali più innovativi del Novecento italiano.
Inaugurata nel 1959 su progetto di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, la Gam rappresentò un unicum nel panorama museale europeo, anticipando un’idea di museo come centro di cultura viva, aperto allo studio, alla ricerca e alla vita pubblica. Voluta e sostenuta da Vittorio Viale, allora direttore dei Musei Civici, la struttura introduceva spazi allora rivoluzionari: depositi praticabili, laboratori di restauro, sale per mostre temporanee, biblioteca, auditorium e ampie sale espositive illuminate prevalentemente da luce naturale, grazie a soluzioni architettoniche oggi definibili come bio-architettura ante litteram.

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Il progetto di MVRDV mira a recuperare proprio questa visione originaria, compromessa in parte dai lavori degli anni Novanta, riportando in evidenza il carattere sperimentale dell’edificio e adattandolo alle esigenze del museo contemporaneo. La “nuova Gam” sarà non solo un luogo espositivo, ma uno spazio multifunzionale, pensato per un pubblico ampio e per un ruolo sempre più centrale nella vita culturale della città. L’apertura del museo rinnovato è prevista per il 2028.







